Il Partito dei Comunisti Italiani è un partito politico di donne e di uomini che opera per organizzare gli operai, i lavoratori, gli intellettuali, i cittadini che lottano, riconoscendosi nei valori della Resistenza, per l'estensione ed il rafforzamento delle libertà sancite dalla Costituzione repubblicana e antifascista, per trasformare l'Italia in una società socialista fondata sulla democrazia politica, per affermare gli ideali della pace e del socialismo in Europa e nel mondo.
Esso fa riferimento al marxismo e agli sviluppi della sua cultura, alla storia e all'esperienza dei comunisti italiani e persegue il superamento del capitalismo e la trasformazione socialista della società.
Dal Preambolo dello Statuto del PdCI
Possono iscriversi al PdCI tutti i cittadini italiani e gli immigrati, che indipendentemente dall'etnia, dalle convinzioni filosofiche e dalla confessione religiosa, ne accettino il programma politico e lo Statuto e si impegnino per realizzare il programma. Il Pdci è organizzato in sezioni, federazioni provinciali e regionali. La FGCI, Federazione Giovanile Comunisti Italiani, organizza i giovani comunisti dai 14 ai 29 anni di età'.
Il libero dibattito e la pluralità di posizioni rappresentano l'essenza stessa della vita democratica del Partito, che è impegnato nei suoi organismi alla ricerca costante della sintesi. La vita interna del Partito è retta secondo i principi del centralismo democratico secondo il quale, terminata la discussione e presa una decisione, questa è vincolante per tutti gli iscritti e per tutti gli organismi dirigenti.
Oliviero Diliberto è il segretario nazionale del Partito.
Il PdCI fa riferimento al marxismo e agli sviluppi della sua cultura, alla storia e all'esperienza dei comunisti italiani - del Partito Comunista d'Italia, sorto a Livorno nel 1921 poi diventato Partito Comunista Italiano, e della Nuova Sinistra - e persegue il superamento del capitalismo e la trasformazione socialista della società.
Pur essendo stati determinanti per la nascita di Rifondazione all'indomani dello scioglimento del Pci e dell'approdo socialdemocratico e sostanzialmente moderato del suo gruppo dirigente, nell'ottobre del 1998 tante compagne e tanti compagni, militanti e dirigenti, si costituirono in partito dei Comunisti Italiani.
La dolorosa decisione di separarsi da Rifondazione venne presa per il progressivo accentuarsi e per il prevalere di una strategia del tutto divaricata rispetto a quella sancita dal suo ultimo Congresso che si scontrava in modo irrimediabile con la cultura e la storia profonda dei comunisti in Italia. Rifondazione, infatti, aveva cancellato il binomio autonomia-unità inteso, da un lato, come autonomia ideale, politica e organizzativa del partito - da riaffermare come punti fermi e indiscutibili - e, dall'altro - secondo la migliore tradizione dei comunisti italiani, di Togliatti, Longo e Berlinguer - come ricerca delle necessarie alleanze per costruire uno schieramento di forze capace di ottenere scelte riformatrici e di conseguire risultati concreti per i lavoratori e per la tenuta ed il consolidamento della democrazia. Così, incurante della situazione reale e dei reali rapporti di forze, Rifondazione ogni giorno di più mutava la propria natura originaria di partito comunista per trasformarsi in un qualcosa di politicamente diverso, ispirato ad un velleitario massimalismo incapace, fondamentalmente, di incidere per modificare lo stato di cose presenti, fino a far cadere il governo di centrosinistra e aprire sciaguratamente la strada alle destre.
Dal 1998 ad oggi, i Comunisti Italiani sono riusciti a contrastare i tanti tentativi di annientamento ordito da più parti nei confronti del proprio partito conquistandogli, al contrario, un proprio autonomo, riconosciuto e autorevole spazio politico. Nel frattempo, la composizione del Pdci è profondamente mutata e conta su provenienze le più diverse, anche se hanno una comune matrice, come è ovvio che sia, diversamente non sarebbe possibile militare nello stesso partito: non è più, dunque, un'organizzazione transitoria dei "cossuttiani" scissionisti di Rifondazione ma un partito politico in crescita, radicato e organizzato in tutto il territorio nazionale.
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